‘Il più grande furto della storia’: cosa sappiamo sui 530 milioni di dollari rubati all’Exchange Coincheck

Tratto da CNN, ‘The Biggest Theft in History’: What We Know So Far About the $530 Million Coincheck Hack, di Joseph Young

E’ ufficiale. L’exchange giapponese Coincheck è stato vittima di quello che si pensa essere il più grande furto di criptomoneta della storia.

Lo staff di Coincheck ha confermato in una conferenza stampa che il portale è stato vittima di un furto di oltre 500 milioni di NEM (XEM), corrispondenti ad un valore di circa 530 milioni di dollari al momento della sparizione della valuta.  La NEM Foundation ha precisato che il furto non è relazionato con la sicurezza della criptovaluta in sé ma solamente con quella dell’exchange, colpevole di aver conservato i NEM all’interno di ‘hot wallet’ online poco sicuri (rispetto ai ‘cold wallet’ offline) . Inoltre, nonostante sia stata sottratta una quota consistente del totale dei NEM in circolazione, il Presidente della Fondazione Lon Wong ha annunciato che non si procederà a una fork della moneta.

Coincheck ha chiarito inoltre che il furto ha riguardato esclusivamente i wallet NEM e che gli altri fondi rimangono al sicuro. Tuttavia, molti credono che l’attacco hacker ha interessato anche altri wallet: come già riportato ieri da Cryptospia, sembra che circa 110 milioni di Ripple (XRP), approssimativamente 3 milioni di dollari, siano stati spostati dal portale su un wallet sconosciuto.  Secondo altri, il trasferimento dei Ripple è stata una misura preventiva presa dallo stesso portale di scambio in seguito al furto dei NEM.

Ad ogni modo, Coincheck ha tolto il primato all’exchange Mt.Gox, vittima in passato di un furto di 850.000 bitcoin (circa 450 milioni di dollari al tempo), e rappresenta oggi il portale vittima del più grande furto di valuta digitale della storia. Coincheck ha annunciato inoltre che intende continuare le operazioni e ricompensare gli utenti che hanno perso i loro NEM, anche se per il momento non si conoscono i dettagli delle misure che verranno prese. Il portale di scambio, sebbene avesse fatto richiesta e fosse in attesa di ricevere il permesso, operava senza la licenza del Japan’s Financial Service Agency (FSA). Le autorità giapponesi stanno investigando per individuare eventuali responsabilità legali dell’azienda.  Il caso potrebbe portare a nuove regolamentazioni del mercato delle criptomonete da parte del governo giapponese.

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