La criptomoneta del petrolio venezuelano: secondo Maduro raccolti 735 milioni di dollari nel primo giorno di lancio del Petro – Coindesk

Tratto da Coindesk, Venezuela Claims $735 Million Raised in First Cryptocurrency Sale, Stan Higgins, 21 febbraio 2018

Il Presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha annunciato su twitter che il Paese ha raccolto 735 milioni di dollari nel primo giorno di lancio della controversa critpomoneta ancorata al petrolio chiamata ‘Petro’.

Secondo Reuters e Associated Press, tuttavia, non ci sono ancora informazioni pubbliche su chi abbia investito nelle criptovaluta. La pre-vendita dei token è stata lanciata lo scorso martedi (20 febbraio) e durerà un mese.

Rimane da verificare su quale piattaforma il Petro opererà, visto che un documento rilasciato nella giornata di ieri faceva riferimento al network Ethereum (ETH), mentre un altro parlava del network NEM (NEM).

La questione ha attirato l’attenzione dei media e dei leader politici nazionali (opposizione) come mondiali. Secondo molti l’operazione mira ad aggirare le sanzioni internazionali. I dubbi sull’operazione riguardano anche la reale copertura di greggio, che non sarebbe sufficiente e garantire l’emissione del Petro: si tratterebbe infatti di petrolio non ancora estratto dal pozzo Ayacucho 1 nell’Orinoco e per di più non nella completa disponibilità di Caracas, essendo estratto da una joint venture.

All’interno del Paese, l’opposizione ha contestato duramente l’utilizzo del petrolio per coprire il debito del Paese. Sempre secondo l’opposizione, il Petro potrebbe facilitare il dilagare della corruzione e le attività illecite. A livello internazionale, il Tesoro americano ha inoltre già messo in chiaro che qualsiasi acquisto di Petro sarà considerato alla stregua di una violazione delle sanzioni imposte da Stati Uniti ed Europa.

A parte le controversie, quello del Venezuela rappresenta il primo tentativo di introdurre una criptomoneta a livello di Paese. Non ci rimane che attendere per vederne l’esito.

 

Rispondi