L’agenzia di rating Weiss chiarisce le ragioni del C+ al Bitcoin: transazioni lente e costose – Cointelegraph 29 gennaio

Tratto da Cointelepraph, Weiss Gets Digital Currency Ratings Horribly Wrong, Bitcoin Merely C+ Student, Darryn Pollock, 29 gennaio 2018

All’interno della cripto-comunità c’è un intenso dibattito sul recente documento pubblicato da Weiss che ha assegnato un rating alle criptomonete. Il rapporto dell’agenzia (apparentemente) indipendente ha assegnato un rating piuttosto basso alle criptomonete e in particolare al Bitcoin, piazzandolo nella media assieme ad altre valute poco conosciute e al di sotto di Ethereum, Cardano, EOS e NEO.  E’ curioso notare come questi ultimi progetti , che essenzialmente esistono solamente nella forma di whitepaper (fatta eccezione per ETH), abbiano ottenuto una valutazione migliore (B) rispetto alla più antica e diffusa valuta digitale.

L’agenzia ha assegnato rating piuttosto basso alle criptomonete. Weiss ha assegnato un C+ al Bitcoin, nonostante l’ampia diffusione del suo network e l’indiscussa dominanza per quota di capitalizzazione di mercato (circa 35% del totale al momento).  Evidentemente Weiss non è una grande fan di Bitcoin, ma questo non dovrebbe sorprendere, in quanto la gran parte degli interessi finanziari nel mondo non sono ancora rivolti verso il criptomercato.

Molti personaggi di spicco hanno espresso i loro dubbi sul Bitcoin, da Jamie Dimon a Joseph Stiglitz. Al World Economic Forum in Davos, il premio Nobel per l’economia ha affermato:

“Abbiamo già una buona moneta di scambio, si chiama dollaro. Perché le persone scambiano Bitcoin? Perché è anonimo”

Attacchi all’agenezia Weiss

Nelle ore immediatamente successive alla pubblicazione del rapporto l’agenzia Weiss è stata oggetto di attacchi da parte della critpo-comunità e dei fan di Bitcoin. L’agenzia ha affermato che “lo staff è stato sveglio tutta la notte per risolvere i problemi causati da alcuni hacker che hanno violato il sito web, rubato delle informazioni e diffuse sul web dopo averle modificate”.

L’agenzia ha precisato che il rating C+ al Bitcoin è stato assegnato tenendo in considerazione che “la valuta presenta problemi di congestione del network, ritardi e alti costi delle transazioni”.

Anche l’assenza di una governance è ritenuta dall’agenzia un fattore di debolezza:

“Nonostante siano in sviluppo alcuni miglioramenti, Bitcoin non ha un meccanismo per aggiornare prontamente il proprio codice del software”

Perché non c’è nessuna A tra le criptovalute?

Secondo Weiss, una valutazione A potrà essere assegnata solo quando la volatilità del mercato delle criptomonete sarà ridotta: la volatilità dei prezzi è infatti la ragione principale della mancanza di valutazioni A tra le criptomonete.

L’agenzia ha dunque dato un grande peso all’andamento dei prezzi nella formulazione del rating, sottostimando sensibilmente le potenzialità e le prospettive future dei singoli progetti. Se dobbiamo assumere che la stabilità dei prezzi è la chiave per raggiungere un alto rating, perché allora la criptovaluta Tether non ha ricevuto il massimo della valutazione? Forse dopo i seri dubbi espressi sulla integrità e sostenibilità del progetto?

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