Criptocrack? Ecco cosa succede

Nelle ultime settimane il criptomercato ha mostrato un trend ribassista che preoccupa sempre di più gli investitori.  Nelle ultime 24 ore si è scatenato il panico sui mercati: molte valute hanno rotto i livelli minimi di supporto degli ultimi mesi. 

A causare il crollo del mercato hanno influito una serie di fattori, dalle regolamentazioni in Corea agli annunci del Governo Indiano di ieri, fino alla questione Tether USDT (la criptovaluta ancorata al valore del dollaro).

Le regolamentazioni in Corea del Sud – uno dei mercati più grandi al mondo – hanno vietato le transazioni anonime e obbligato gli investitori a registrarsi ai portali di scambio fornendo un documento di identità e un conto bancario. In India, in un discorso al Parlamento, il Ministro delle Finanze ha affermato che il Governo intende porre fine alle ‘attività illecite’ intorno alle criptovalute. La notizia è prontamente rimbalzata sui media, innescando una spirale di vendite.

A queste notizie si è aggiunta la delicata questione Tether, secondo alcuni la ragione principale della debolezza dei mercati e in particolare del Bitcoin. Il problema Tether è legato all’exchange Bitfinex, il più grande al mondo per quanto la compravendita di criptovalute. Secondo alcuni, Bitfinex avrebbe utilizzato i Tether per gonfiare il prezzo del Bitcoin, mentre cresce il sospetto che Tether non abbia in cassa l’equivalente in dollari dei circa 2 miliardi di Token in circolazione nei mercati (appunto, circa 2 miliardi di dollari). In altre parole, Tether USDT non avrebbe la copertura finanziaria per soddisfare le richieste di tutti i possessori qualora volessero convertire in dollari reali.  Per questa ragione, sono state aperte due indagini negli Stati Uniti, sia contro Tether, sia contro Bitfinex (il sospetto è che ci sia un accordo tra i due).

L’insieme di queste notizie ha provocato uno dei più marcati cali del mercato degli ultimi tempi, tanto da spingere diversi osservatori a chiedersi se siamo davanti alla fine. 

Il prezzo del Bitcoin è sceso nelle ultime 24 ore del 16% è ha raggiunto quota 8.000 dollari, tornando sui livelli di metà Novembre. Ethereum ha perso circa il 20% in 24 ore, tornando sotto quota 900 dollari. Ripple lascia sul terreno oltre il 30% nell’arco di una giornata e viene scambiato ora a 0.74 dollari.  Cardano registra le maggiori perdite tra le top-10, perdendo quasi il 40%. In generale, tutte le maggiori 15 criptovalute registrano perdite superiori al 20% nelle ultime 24 ore. 

Moneta Valore $ (ore 10 del 02/18) Perdita nelle 24 ore
Bitcoin 8.387 -15.80%
Ethereum 885 -21.45%
Ripple 0.74 -32.68%
Bitcoin Cash 1138 -20.62%
Cardano 0.31 -37.2%
Neo 103 -25.2%
Litecoin 122 -22.9%
Stellar 0.34 -31.2%

 

 

 

 

Cosa aspettarsi?

In questo contesto di incertezza ci sono più scenari scenari possibili. Il primo è che si torna ai livelli precedenti a Novembre 2017, quando sembra sia iniziata la ‘bolla speculativa’ e numerosi investitori alle prime armi e inesperti hanno iniziato a mettere soldi nel criptomercato. Si pensa che in questo momento questi ultimi stiano uscendo dal mercato in preda al panico da perdita, e con molta probabilità non vi rientreranno in futuro. Se questo processo fosse reale, probabilmente il mercato si sta sbarazzando degli investitori alle prime armi: sarebbe possibile una ripresa sostenibile sul medio-lungo periodo. 

Secondo altri osservatori più allarmisti, tuttavia, siamo davanti ad un calo strutturale: il prezzo del Bitcoin potrebbe scendere sotto i 7.000 dollari per tornare ai livelli di Settembre 2017 (circa 4.000 dollari) o addirittura di Agosto (3.000 dollari), portandosi dietro tutte le altre criptovalute. Inoltre, se la questione Tether dovesse complicarsi (ovvero se si dimostrasse la mancata copertura in dollari dei token in circolazione), potremmo aspettarci il peggio.

Non ci resta che aspettare

 

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